Interventi chirurgici

Interventi chirurgici

E’ un’ indagine diagnostica destinata ad uomini nei quali si sospetti la presenza di un tumore della prostata.

Si esegue, in anestesia locale, preferibilmente per via transperineale asportando 6 cilindri di tessuto prostatico per ciascun lobo.

E’ prassi praticare l’antibioticoprofilassi.

La persistenza di valori elevati di PSA è una comune indicazione all’esecuzione di questa indagine.
La biopsia testicolare è indicata nei pazienti affetti da azoospermia, cioè con assenza di spermatozoi allo spermiogramma. Al giorno d’oggi non è solo un’indagine diagnostica, ma anche terapautica, in quanto deve essere sempre associata alla crioconservazione.

Infatti il materiale prelevat, in anestesia locale, deve essere tempestivamente inviato presso una benca del seme dove verrà conservato solo se contiene nemaspermi. Questi ultimi verranno utilizzati per le metodiche di Procreazione Medico Assistita, quali FIVET ed ICSI.

Per eseguire una biopsia testicolare io preferisco utilizzare la TESE (incisione scrotale di 1 cm). L’intervento dura circa 30 minuti.

Eventuali fastidi e dolore cessano entro un paio di giorni. Tutto viene eseguito in Day-Hospital.



La circoncisione è applicata nella medicina moderna con lo scopo di porre rimedio ad alcune disfunzioni del pene, quali le fimosi o le balaniti.

Può essere praticata anche in alcuni casi di cancro al pene ed infezione delle vie urinarie. È inoltre eseguita anche in alcuni casi di eiaculazione precoce.

Si esegue in anestesia locale. Il prepuzio può essere reciso completamente o solo parzialmente, a seconda delle decisioni del Chirurgo e delle aspettative del Paziente.

Si utilizzano dei punti di sutura che si riassorbono in 10-15 giorni. E’ in genere un intervento rivolto a bambini e giovani.

Spesso è opportuno eseguirlo anche in età più avanzata e verso popolazioni di pazienti adulti, quali i diabetici.



Rappresenta l’ intervento chirurgico atto a correggere una abnorme curvatura peniena.

L’ incurvamento del pene può essere congenito o acquisito (induratio penis plastica). Nel caso sia congenito, la corporoplastica più frequentemente eseguita e con minori rischi è quella secondo la tecnica ideata da Nesbit.

Consiste nell’ asportazione di una o più ellissi di tonaca albuginea (rivestimento dei corpi cavernosi) dal punto di maggior convessità, cioe dal lato più lungo del pene. Tale metodica è utilizzata anche per le curvature acquisite, dove si preferisce la ”chirurgia di placca”.

Essa consiste nella incisione della placca che determina l’ incurvamento e nell’ aggiunta di materiale che permetta di allungare il lato corto del pene. Vengono adeperati vari materiali quali derma e vena safena (autotrapianto) oppure matrice biologica acellulare (sub-mucosa intestinale suina e pericardio bovino).

E’ una chirurgia affascinante, delicata ed in continua evoluzione.

Il compito dell’ Andrologo è quello di cogliere il momento giusto e la tecnica più appropriata per il proprio Paziente.



Si esegue mediante l’ incisione della cute scrotale. L’ anestesia può essere locale o spinale.

Si aspira il liquido in eccesso contenuto all’interno della tunica vaginale, che può essere completamente asportata (escissione) o rivoltata (eversione).

In età pediatrica l’ idrocele è associato alla persistenza del dotto peritoneo-vaginale ed alla migrazione del fluido peritoneale nella tunica vaginale.

In questo caso molto spesso l’idrocele si risolve spontaneamente nel primo anno di vita. Altrimenti possiamo sospettare la presenza di un sacco erniario.

Nella popolazione adulta, l’idrocele può presentarsi a causa di uno sbilancio tra la secrezione della tunica albuginea del testicolo ed il riassorbimento di questo fluido da parte dello strato parietale della tunica vaginale.

Spesso è secondario ad un fatto flogistico, talvolta conseguenza della presenza di una neoplasia.
Consiste nella asportazione della neoformazione benigna dell’ uretra, previa esecuzione dell’ anestesia locale, e nella sutura della mucosa uretrale sana.

Si posiziona un catetere uretrale per 24 ore. Istologia: tessuto fibro-connettivale, ricco di cellule infiammatorie e di vasi sanguigni, ricoperto da epitelio iperplastico.



Si decide di impiantare una protesi peniena quando le più comuni soluzioni terapeutiche della disfunzione erettile hanno fallito.

Pertanto se la terapia orale non è efficace e le iniezioni intracavernose di sostanze vasoattive non sono soddisfacenti è giusto ricorrere alla chirurgia protesica.

Questa offre una soluzione permanente a lungo termine, dà la capacità di ottenere un’erezione quando lo si decide, consente una maggior spontaneità nel mantenere l’erezione per tutto il tempo che si desidera, non interferisce con l’eiaculazione o con l’orgasmo.

L’ intervento è delicato, ma non complesso. Esistono vari tipi di protesi peniene: malleabili, idrauliche bicomponente e tricomponente. E’ compito dell’ Andrologo guidare il Paziente alla scelta più corretta.



Intervento che si esegue ambulatoriamente in anestesia locale e si riserva a chi presenta una stenosi (restringimento) del meato uretrale esterno.

Porta ad una rapida ed indolore soluzione del problema. Non è necessario portare il catetere vescicale.

Chi soffre di Balanite Xerotica Obliterans deve obbligatoriamente ricorrervi.
E’ indicato nei casi di sacca scrotale disabitata per cause congenite (agenesia-criptorchidismo) o acquisite (orchiectomia per neoplasia-trauma-atrofia).

In anestesia locale si esegue incisione cutanea scrotale, si crea una neo-cavità per ospitare la protesi.

Questa avrà le dimensioni del testicolo controlaterale precedentemente misurato. I risultati estetici sono ottimali. Il rischio di rigetto e di infezione sorprendentemente basso.



La sclerotizzazione anterograda della vena spermatica interna prevede l’iniezione di una sostanza sclerosante al di sotto dell’anello inguinale esterno attraverso una incisione di circa 2 cm.

L’ agente sclerosante determina una reazione che porta all’ occlusione del lume venoso, previa esecuzione della flebografia che permette di conoscere preventivamente l’ anatomia vascolare.

Si esegue in anestesia locale; è un intervento rapido e la dimissione avviene in giornata. La percentuale di successo supera il 90% e le complicanze sono estremamente rare e lievi.

La legatura alta (retroperitoneale) della vena spermatica interna sinistra avviene attraverso un’ incisione addominale (tecnica di Ivanissevich), mediante la quale si esegue la legatura delle sole strutture venose prima che giungano nella vena renale omolaterale.

Tale intervento si riserva al paziente affetto da varicocele recidivo o da varicocele di grado elevato.



l testicolo può presentare varie anomalie di posizione a causa della sua mancata discesa all’ interno della borsa scrotale (criptorchidismo).

L’ intervento va eseguito nei primi anni di vita ed i pediatri devono sensibilizzare i genitori in tal senso. Tuttavia capita di scoprire il non corretto posizionamento del testicolo anche in adolescenti ed adulti.

In considerazione della ridottà fertilità e del maggior rischio di sviluppare tumori che si associa con tale patologia, è obbligatorio intervenire per condurre il testicolo nella sede che gli è propria.

Esiste anche la risalita del testicolo all’ interno del canale inguinale (testicolo retrattile) che può esporre a ricorrenti fastidi (sub-torsioni) o dolorose urgenze (torsioni).

In questi casi si preferisce eseguire tempestivamente la fissazione del didimo, intervento in anestesia locale, che ancora il testicolo nella corretta posizione all’ interno della sacca scrotale.
E’ un intervento indicato in chi è affetto da frenulo prepuziale corto o anelastico, in chi si è precedentemente verificata la lacerazione parziale e in chi presenta eccessiva sensibilità del glande e/o eiaculazione precoce.

L’ intevento è ambulatoriale e si esegue in anestesia locale. Per i punti di sutura si utilizza un filo particolare che si riassorbe dopo 10-15 giorni, nel corso dei quali è necessario curare l’ igiene locale ed evitare l’ attività sessuale.

I risultati sono sempre soddisfacenti.



La funzione del legamento sospensore del pene è quella di mantenere il pene in erezione rivolto all’ insù, in modo da facilitare la penetrazione vaginale.

La sua sezione chirurgica determina uno scivolamento del pene in avanti con un conseguente allungamento dell’ organo genitale sia allo stato flaccido che in erezione. Tale tecnica rappresenta il tipo di intervento più diffuso, sicuro ed efficace allo scopo di allungare il pene.

Viene eseguito in anestesia locale o spinale tramite una incisione a livello della cute della regione sovrapubica. Il legamento sospensore viene sezionato in prossimità della sua inserzione sulla sinfisi pubica. Nei pazienti in sovrappeso è corretto associare l’ asportazione del grasso sovrapubico.

Alla fine dell’ intervento l’ incisione cutanea viene chiusa tramite una plastica a VY. Anche quest’ ultima manovra consente un incremento del guadagno in lunghezza dell’ organo.

Dopo l’intervento molti autori consigliano di eseguire uno stretching penieno tramite l’utilizzo di specifici dispositvi quali il vacuum device o gli estensori esterni.
Il fatto che siano state descritte numerose tecniche sta ad indicare che non esiste l’intervento ideale, o meglio, non esiste un singolo intervento per l’incontinenza.

E’ giusta quella frase che dice che una volta selezionata la paziente per l’intervento, occorre selezionare l’intervento più appropriato per quel tipo di paziente.

In ogni caso ciascun chirurgo si specializza nelle tecniche che gli garantiscono i migliori risultati e, personalmete, allo stato attuale la mia scelta cade sulla sospensione sub-uretrale mediante rete in polipropilene senza tensione (tension-free).

La rete che sostiene l’ uretra, opponendosi all’ incontinenza urinaria, può essere posizionata secondo la tecnica TVT (transvaginale) o TOT (transotturatoria).

L’ intervento si esegue in regime di ricovero e bisogna portare il catetere vescicale per qualche giorno.
Il fatto che siano state descritte numerose tecniche sta ad indicare che non esiste l’intervento ideale, o meglio, non esiste un singolo intervento per l’incontinenza.

E’ giusta quella frase che dice che una volta selezionata la paziente per l’intervento, occorre selezionare l’intervento più appropriato per quel tipo di paziente.

In ogni caso ciascun chirurgo si specializza nelle tecniche che gli garantiscono i migliori risultati e, personalmete, allo stato attuale la mia scelta cade sulla sospensione sub-uretrale mediante rete in polipropilene senza tensione (tension-free).

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